$ ls -F ~/projects

Projects

Progetti open source che sviluppo nel tempo libero. Molti nascono con l'aiuto dell'AI, alcuni quasi interamente in vibe coding, altri meno, ma sicurezza e architettura le controllo sempre io. Codice su GitHub, contributi benvenuti.

altro/ cataloghi e add-on per strumenti di altri

my-skills

Non è software da installare: è un catalogo di skill, prompt e guide per agenti AI come Claude Code e Hermes, scritti in italiano e provati su casi reali. Copi una cartella e il tuo agente impara un mestiere nuovo, per esempio formattare un post LinkedIn o tenere un second brain sul modello LLM-Wiki di Karpathy.

Ci sono anche pagine HTML per scegliere tra modelli LLM e framework di spec-driven development, che si aprono direttamente nel browser. Dove serve codice, usa solo la libreria standard.

Hermes Agent per Home Assistant

Add-on che fa girare Hermes Agent — l’agente AI di NousResearch — dentro Home Assistant OS, come pannello nella sidebar e dietro il login di Home Assistant. Profili separati con memoria, skill e bot propri, canali di messaggistica come Telegram, accesso alle entità esposte ad Assist tramite il server MCP di Core e una CLI via SSH.

Il punto è farlo stando dentro i canoni di Home Assistant invece di aggirarli: Ingress come unico ingresso, tutto il resto in ascolto su loopback, processo non privilegiato, immagine costruita sul dispositivo e nessun pacchetto installato a runtime. I compromessi accettati sono dichiarati uno per uno in SECURITY.md, a partire dal fatto che la dashboard non ha una password propria.

software/ da installare o da usare nel browser

Devvami

CLI per la developer experience di sviluppatori e team: pull request, pipeline CI/CD, repository, costi AWS, task, log CloudWatch e scansione CVE delle dipendenze, tutto da un unico comando dvmi.

Include un TUI per sincronizzare le configurazioni degli strumenti AI (server MCP, prompt, regole, skill, agent) su 10 ambienti diversi. Le credenziali restano nel keychain di sistema, mai in chiaro.

npm install -g devvami

Fidelity Card

PWA per salvare, organizzare e condividere le tessere fedeltà. Scansione di barcode e QR dalla fotocamera, inserimento manuale, brand italiani pronti all’uso, condivisione via QR o link e backup in JSON.

Nessun login e nessun backend: le card restano sul dispositivo in IndexedDB e l’app si installa sul telefono, anche offline.

Bacco

Il diario dei vini e delle birre che bevi: foto dell’etichetta, voto, analisi organolettica, con cosa l’hai abbinato e dove eri. Si registra in pochi secondi con la bottiglia ancora sul tavolo, e i dettagli si aggiungono dopo se vuoi.

Lettura del barcode con i dati di Open Food Facts, ricerca e filtri per tipo e periodo, mappa dei posti su OpenStreetMap, card da condividere sui social e backup in JSON o CSV. Nessun server e nessun tracciamento: tutto resta nel browser in IndexedDB e l’app si installa sul telefono, anche offline.

Officino

Gestionale per officine meccaniche: si registra il lavoro svolto, se ne misura il costo e se ne ricava il documento da consegnare al cliente. Al centro c’è il rapportino — ore, materiali e costi di una lavorazione su un macchinario — che confluisce nelle note di lavorazione e nei PDF per il cliente.

Include preventivi con numerazione progressiva, catalogo ricambi con lettura dei codici a barre, dashboard delle ore per operaio e per cliente, ruoli e permessi. Si auto-ospita con Docker Compose.

make prod

NonAbbocco

Estensione contro il phishing per Chrome e Firefox: legge l’indirizzo e il contenuto di ogni pagina, assegna un rischio da 1 a 5 e mette un interstiziale prima che tu digiti le credenziali. Riconosce marchi infilati nel sottodominio altrui, typosquatting, omografi in alfabeti misti e login in chiaro, su 50 marchi italiani e internazionali.

Il rank non è una somma di punti: quattro categorie — identità, credenziali, trasporto, reputazione — si combinano, e le credenziali da sole non bastano mai. Tutta l’analisi resta nel browser, senza telemetria. Nella pagina di progetto c’è un simulatore che gira sullo stesso motore dell’estensione.

LinkedinFormatter

Grassetto, corsivo, sottolineato ed elenchi nei post LinkedIn, che non li supporta: le lettere diventano caratteri Unicode che sembrano formattati. Scrivi con gli asterischi come in Markdown, vedi l’anteprima con il conteggio sul limite dei 3000 caratteri e copi il testo pronto. Link, hashtag e menzioni restano cliccabili e le lettere accentate funzionano come le altre.

C’è come app installabile, anche offline, e come estensione per Chrome e Firefox con il clic destro Formatta per LinkedIn. Le estensioni sono generate dalla stessa PWA a ogni rilascio, quindi si comportano in modo identico. Nessun server e nessun tracciamento: la bozza resta nel browser.